Legalità, valori civili e cittadinanza attiva

Il sogno del pescatore
Quando vien sera,
i sogni iniziano
ad insinuarsi
tra le menti stanche.
Il mare traspare
come seta leggera.
Spiagge dorate
toccate da onde
di memoria.
Il pescatore osserva
e tra le mani
muove
una rete.
Corro tra le strade
pulite
della città.
Non ho paura di nulla.
Il pescatore ritorna e dice:
Rimani qui.
Il tuo paese è la tua ricchezza.
Prenditi cura della felicità
di tutti.
Osa cambiare le cose
se queste sono
per la felicità
di pochi.
Dario Balzamo – II F

LA SOCIETÀ GIUSTA
Se oggi qualcuno mi chiedesse se la società in cui vivo è una società giusta,
gli risponderei senza ombra di dubbio, no. Per me, una società giusta deve
basarsi su alcuni ma fondamentali principi come la legalità, la responsabilità, la conoscenza, la consapevolezza che tutto ciò che facciamo può essere fonte di dolore o di gioia; tutto dipende dalla nostra capacità di usare l’intelligenza di cui ognuno è dotato.
Ogni cosa dovrebbe essere unita, come anelli di una catena, dove l’uno è
allacciato all’altro indissolubilmente e solo così, forse, potremmo avere una
società più giusta. Purtroppo, oggi non è affatto così, si pensa solo a sé
stessi e troppe sono le cose che non vanno. Continuamente c’è gente che
muore o è perseguitata solo perché combatte per il sogno di una società più
equa, più onesta, più trasparente.
L’illegalità, il non rispetto delle leggi, non è una questione che riguarda solo la mafia, certo questa è la faccia più brutta e crudele della cattiva società, ma anche ognuno di noi, nel nostro piccolo, quando assumiamo comportamenti di “mafiosità”, usando, ad esempio, l’arroganza e la prepotenza per affermare le nostre idee o quando ignoriamo, volontariamente, certe regole o ancora quando usiamo stratagemmi o conoscenze che “contano” per avere agevolazioni che, altrimenti, non ci spetterebbero.
Possibile che non riusciamo a capire che facendo così non siamo furbi, ma
siamo solo degli egoisti e che, per colpa di questi comportamenti errati,
moltissime persone ne pagheranno ancora le conseguenze?
Dobbiamo impegnarci tutti se vogliamo cambiare le cose, non bastano solo le belle parole, ma occorrono i fatti. Facciamo noi ragazzi il primo passo, se
aspettiamo sempre che siano gli altri a muoversi, non cambierà mai nulla.
Possiamo fare tanto, iniziando a rispettare noi stessi, capendo, ad esempio,
che non abbiamo bisogno di droghe o di alcol per essere felici, che non dobbiamo distruggere tutto ciò che è intorno a noi con atti vandalici privi di
qualsiasi intelligenza. Per trascorrere una bella serata basta un buon amico,
quattro chiacchiere e nient’altro. Dobbiamo amare l’ambiente che ci circonda, stupirci, ogni giorno, per la fortuna che abbiamo: siamo accerchiati, come in un abbraccio, da paesaggi stupendi che dobbiamo tutelare e non annientare.
Lottiamo insieme, dunque, grandi e piccini, per non permettere a dei loschi
individui di seppellire veleno nei nostri terreni e nei nostri mari.
È urgente capire che solamente rispettando le regole potremo essere tutti
felici, perché solo allora, finalmente, ognuno di noi recupererà la propria
dignità, la propria rispettabilità in una società finalmente più giusta, più bella, più solidale, più legale che possa essere un dono prezioso da lasciare in eredità alle generazioni future.
Sara Stelluti – II F

LA MIA MANFREDONIA

Ai piedi del monte
ti estendi tu,
oh perla del Gargano!
Ricca di splendore
e di allegria,
di gioia e di armonia.
Circondata
dal limpido mare
e accerchiata
da maestosi alberi.
Sei semplicemente tu,
con la tua eleganza
e raffinatezza
ad ispirare ogni bellezza.
Dai colori del Carnevale,
al cibo spettacolare,
dalle usanze uniche
e dalle leggende strambe.
I tuoi colori e profumi
riempiono l’anima
della gente.
A sera,
quando il sole tramonta
e la luna fa capolino
nel cielo,
il mare si illumina delle lanterne dei pescherecci che da secoli alacremente
continuano a portare
a terra
il buon pesce
delle nostre acque.
Ti amo Manfredonia mia,
unica per bellezza e posizione,
e per questo Manfredi
ti scelse
come degna portatrice del suo nome.
Il castello
svevo-angioino,
imponente e maestoso,
è il dono eterno per la tua adorata città,
che sempre ti porta nel cuore,
tu che giovane e bello
fosti portato via prima del tempo.
Quanto è bella la mia città quando,
nelle soleggiate mattine di inizio estate,
nelle fresche stradine del centro,
dai sottani,
si sente il profumo tipico del pomodoro fresco
e del basilico,
che mi inebria le narici;
e dalle sottili tende
si intravedono le vecchiette
che con solerzia, preparano le orecchiette fatte a mano.
Quando la canicola del pomeriggio si fa sentire,
l’ottimo gelato di Tommasino,
ti ristora il palato
e l’animo.
Quanto è bella la mia città,
e quanto mi è mancata in questo lungo e interminabile periodo di isolamento,
con tutti i suoi scorci meravigliosi.
TI AMO MANFREDONIA MIA! ❤️
Martina Ciociola, Mariangela Lariola: II E
Sofia Trotta: II F