Da Scampia alle scampie d’Italia

Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati” .

Avere fame e sete di giustizia significa cercare la “giustizia di Dio” con tutte le proprie  forze,  accorgersi che senza di essa la vita stessa rimane opaca schiacciata sotto un cielo di bronzo.

Come non essere rapiti dalle parole  e dalla testimonianza di un uomo di profonda fede quale don Aniello Manganiello, prete di strada sì, ma di una strada intrisa di sangue, quello di tanti tossicodipendenti incontrati durante i lunghi 16 anni trascorsi a Scampia. Lo definisce un dono, il suo mandato,  in una realtà agghiacciante, carica di fosche nubi,  quella delle vele di Scampia, eppure carica di conversioni, di trasformazioni profonde, perché dove la mafia annienta e distrugge, Dio salva, poiché nessuno è irrecuperabile.

Questo il messaggio che gli alunni dell’Istituto Comprensivo Giordani-De Sanctis di Manfredonia hanno ricevuto e sul quale hanno meditato durante la mattinata del 10 dicembre trascorsa anche in compagnia di Pietro Paolo Mascione, agente scelto della Polizia di Stato e vice-presidente dell’Associazione Ultimi che ha conosciuto don Aniello proprio a Scampia.

Domande, tante, quelle dei nostri alunni, ai due relatori che si sono congratulati con i docenti per la preparazione all’evento; del resto, l’impegno dell’Istituto per la promozione di percorsi di Legalità è avviato ormai da anni, assolvendo ad uno degli obiettivi della comunità scolastica: educare ad una cittadinanza attiva.